Scegliere tra un mutuo a tasso fisso e uno a tasso variabile Γ¨ una delle decisioni finanziarie piΓΉ importanti che un italiano puΓ² prendere. Nel 2026, con i tassi BCE in graduale discesa rispetto ai picchi del 2023, il confronto richiede un'analisi attenta.
La situazione dei tassi nel 2026
Dopo il ciclo di rialzi che ha portato il tasso BCE dal 0% al 4,5% tra il 2022 e il 2023, le banche centrali hanno iniziato a tagliare i tassi. Nel 2026:
- IRS 20 anni (base del tasso fisso): circa 2,8β3,2%
- Euribor 3 mesi (base del tasso variabile): circa 2,5β3%
- Spread bancario medio: 0,8β1,5%
Questo significa che i mutui a tasso fisso si aggirano intorno al 3,6β4,7%, mentre i variabili partono da circa il 3,3β4,5%. La differenza Γ¨ meno marcata rispetto al passato.
Quando conviene il tasso fisso
Il tasso fisso Γ¨ consigliato se:
- Vuoi certezza sulla rata mensile per tutta la durata del mutuo
- Il tuo reddito non ti permette di sopportare aumenti della rata
- La durata del mutuo Γ¨ lunga (20β30 anni)
- Pensi che i tassi possano risalire in futuro
Quando conviene il tasso variabile
Il tasso variabile Γ¨ consigliato se:
- Prevedi di estinguere il mutuo anticipatamente entro 5β10 anni
- Puoi sostenere eventuali aumenti della rata
- I tassi variabili sono significativamente piΓΉ bassi dei fissi (almeno 0,5β1%)
Come calcolare la tua rata
La formula per calcolare la rata mensile di un mutuo a tasso fisso Γ¨:
Rata = Capitale Γ [i Γ (1+i)^n] / [(1+i)^n - 1]
Dove i Γ¨ il tasso mensile (tasso annuo / 12) e n Γ¨ il numero di rate.
Esempio: mutuo da 150.000 β¬ a 20 anni al 4% β rata mensile circa 909 β¬.
I costi accessori da non dimenticare
Oltre alla rata, un mutuo comporta costi spesso sottovalutati: spese di istruttoria (500β1.500 β¬), perizia immobiliare (200β400 β¬), assicurazione vita obbligatoria (variabile), imposta sostitutiva (0,25% per prima casa, 2% per seconda casa).