La TARI (Tassa sui Rifiuti) è uno dei tributi comunali più discussi dagli italiani. Introdotta con la Legge di Stabilità 2014, si applica a chiunque occupi o detenga locali o aree scoperte. Capire come funziona aiuta a verificare la correttezza del proprio avviso di pagamento e, in alcuni casi, a ottenere riduzioni.
Come si calcola la TARI
Il calcolo della TARI si basa su due componenti principali:
- Quota fissa: dipende dalla superficie dell'immobile (in metri quadri)
- Quota variabile: dipende dal numero di occupanti del nucleo familiare
Le tariffe vengono stabilite ogni anno da ciascun comune, che deve coprire il costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nel proprio territorio. È per questo che la TARI varia enormemente da comune a comune: si va da meno di 150 €/anno per una famiglia di 3 persone in alcune città del Nord a oltre 600 € in alcune aree del Sud.
Riduzioni previste dalla legge
La legge prevede riduzioni obbligatorie che i comuni devono riconoscere:
- Abitazioni con un solo occupante: riduzione del 30% sulla quota variabile
- Abitazioni non utilizzate (non di villeggiatura): riduzione di almeno il 30%
- Raccolta differenziata virtuosa: se il tuo comune ha alti tassi di raccolta differenziata, può applicare tariffe più basse
- Compostaggio domestico: molti comuni riconoscono uno sconto del 10–20% a chi pratica il compostaggio e si iscrive al registro comunale
Come verificare se la tua TARI è corretta
Confronta il tuo importo con quello medio del tuo comune consultando i dati ISPRA disponibili su PrezziOggi.com. Se la tua TARI supera significativamente la media della tua provincia, potrebbe valere la pena verificare:
- Che la superficie dichiarata sia corretta (spesso viene usata la superficie catastale ridotta all'80%)
- Che il numero di occupanti sia aggiornato
- Che eventuali riduzioni spettanti siano state applicate
Come fare ricorso
Se ritieni che la TARI applicata sia errata, puoi presentare un'istanza di rettifica al Comune entro i termini indicati sull'avviso di pagamento. In caso di diniego, è possibile fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni dalla notifica dell'atto.